Au Revoir, il progetto di arte partecipata di Ettore Favini per Connecting Cultures, prevede la collaborazione di artigiani tessili migrati dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per la realizzazione di arazzi che saranno parte dell’opera finale. 

Au Revoir: gli artigiani

Ettore Favini al telaio con Thamel

Nagwa e Doaa (Egitto), Laila (Marocco) con l’amica Thamel (Sri Lanka), selezionate nell’ambito di Sartoria Migrante – un progetto curato da Connecting Cultures con l’obiettivo di valorizzare e potenziare il patrimonio di conoscenze e abilità delle persone che giungono in Italia da migranti – hanno così preso parte per tutto il mese di ottobre a una serie di workshop che si sono svolti in Piemonte presso la sede della Fondazione per il Tessile e il Museo del Tessile di Chieri  dove hanno realizzato i teli in tessuto utilizzando cinque telai antichi.

Miriam, artigiana di Chieri e Nagwa

I laboratori si sono svolti grazie alla collaborazione con Mauro, Graziano, Beppe e Carla, i volontari del Museo che hanno indirizzato gli artigiani verso l’utilizzo delle storiche strumentazioni presenti negli spazi laboratoriali. Elementi indispensabili per lo svolgimento delle attività del museo, i volontari sono abitanti di Chieri, per lo più lavoratori in pensione, depositari di una cultura artigianale fino a pochi anni fa tra i principali sostegni dell’economia locale e che ora, come in tanti altri distretti italiani, sta scomparendo.

Au Revoir: gli artigiani

I volontari del Museo di Chieri che hanno collaborato con Au Revoir

Hanno tutti messo volentieri a disposizione le loro competenze per favorire un trasferimento di sapere che, sebbene in piccola parte, possa contribuire alla sopravvivenza della loro cultura locale.
I laboratori di Au Revoir hanno reso quindi possibile un’interazione tra persone di diversa età provenienti da diverse culture: un autentico scambio di saperi che è tra i contenuti valoriali del progetto ideato di Ettore Favini e di Connecting Cultures.

Le foto sono di Max Monnecchi