Patrimonio dissidente

Il progetto Patrimonio dissidente dell’artista Cosimo Veneziano a cura della Fondazione Connecting Cultures in collaborazione con il MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB) e con l’associazione qwatz, contemporary art platform è tra i vincitori di Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Patrimonio dissidente costituirà un archivio di 14 opere fotografiche che saranno acquisite nella collezione permanente del MAC di Lissone. Il progetto documenta e rielabora una variegata memoria non soltanto scomoda ma talvolta persino imbarazzante di statuaria, monumenti, architetture e paesaggi principalmente italiani, commissionati per motivi diversi e che hanno provocato proteste o creato scompiglio, spesso vandalizzati o persino rimossi durante tutto il Novecento fino ai nostri giorni.

Fra questi la stele di Axum, il Bigio di Brescia, un colosso nudo alto 7 metri e mezzo, il monumento al giornalista Indro Montanelli ai giardini di via Palestro a Milano, la statua di Lenin a Kyiv, rimossa soltanto nel 2015 in seguito alle proteste dell’Euromaidan, alcuni simboli del colonialismo occidentale come la statua di Cristoforo Colombo abbattuta a Rhode Island e quella del mercante di schiavi  Edward Colston finita nelle acque del porto di Bristol nel 2020. Nella raccolta anche due controversi monumenti dedicati a figure femminili: la Violata, realizzato a Ancona in ricordo delle donne vittime di violenza e quello dedicato all’attrice Manuela Arcuri a Porto Cesareo.

Cosimo Veneziano interverrà sulle immagini con un trattamento manuale di coloritura ad anilina come usava sulle foto analogiche di un tempo, intervento teso a rendere evidente i continui quanto sottili cambiamenti della storia, della sensibilità, nonostante e a dispetto dei materiali utilizzati per l’eternità quali il marmo, il bronzo e il ferro. 

Il progetto prevede un public program con incontri e testimonianze al Museo delle Civiltà di Roma, all’Università Alma Mater di Bologna, alla Fondazione Fitzcarraldo di Torino, all’Associazione Izolyatsia di Kiyv e alla Fabbrica del Vapore di Milano. Il public program si avvarrà dell’importante contributo scientifico di studiosi ed esperti fra cui Lisa Parola, Matteo Lucchetti, Francesca Guerisoli, Anna Detheridge e Roberto Pinto.

Patrimonio dissidente si apre a gennaio 2024 con una residenza artistica presso l’Associazione qwatz, contemporary art platform a Roma per concludersi a settembre con l’esposizione finale al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone.

Il progetto è promosso da:

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In collaborazione con:
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Patrimonio dissidente: le tappe del progetto 

2024-01-09T15:16:31+01:00

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