Ricerche e pratiche artistiche tra spazio pubblico e privato

Incontro con Emanuele Rinaldo Meschini e Costanza Meli in dialogo con Elena Cologni nell’ambito di Italian Council 9
webinar
martedì 30 novembre
h.17.30-19.30
a cura di Connecting Cultures

Spazio singolare plurale

Marco Vaglieri, Operazioni necessarie alla circolazione accelerate di ossigeno, Milano 1995 ©Marco Vaglieri

Martedì 30 novembre Connecting Cultures presenta il webinar Spazio singolare plurale, un confronto sulla relazione tra artista e spazio sociale tra Emanuele Rinaldo Meschini, critico e storico dell’arte, e Costanza Meli, storica dell’arte e curatrice, entrambi vincitori del IX bando Italian Council, programma di promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana della Direzione Generale Contemporanea del Ministero della Cultura. Al dibattito, moderato da Laura Riva, curatrice e project leader di Connecting Cultures, interverrà l’artista Elena Cologni.
Durante l’incontro verranno presentati alcuni progetti artistici socially engaged presi in esame dai due ricercatori durante la pandemia ed altri sviluppati a partire dagli anni ’90, evidenziandone punti di tangenza e divergenze in merito alla dialettica pubblico/privato tra lo spazio urbano e quello domestico. 

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In particolare, Emanuele Rinaldo Meschini ha analizzato, attraverso incontri con artisti, curatori e docenti, lo spostamento dalla dimensione monumentale dell’arte pubblica a quella comunitaria e partecipativa. Simbolo di questo spostamento è la casa, intesa come (s)oggetto performativo in grado di accomunare molte pratiche a partire dagli anni ’90 ad oggi. Attraverso la forma del visual essay, Meschini alternerà i casi studio degli artisti David Hammons, Marco Vaglieri e WochenKlausur, all’analisi dell’elemento visuale “casa” e della sua doppia valenza rifugio/trappola nei film e nelle serie televisive, da Walking Dead a Boyz in the Hood, passando per il famosissimo Home Alone, meglio conosciuto in Italia come Mamma ho perso l’aereo.

Spazio singolare plurale

Elena Cologni, The body of/at work, Padiglione Italia, Biennale Architettura 2021

Costanza Meli ha invece portato avanti un’indagine sui cambiamenti in atto nell’arte pubblica, intervistando artisti, curatori, critici e museologi, in merito alle diverse esperienze di sospensione o riformulazione del proprio lavoro. La domanda che sottende la ricerca è se la fase di distanziamento sociale che abbiamo vissuto e che potrebbe costituire uno scenario ripetibile anche in futuro, abbia rappresentato solo un momento di pausa dell’attività, di attesa, o se ha favorito un processo più complesso e duraturo di ripensamento delle forme di coinvolgimento sociale, partecipazione e democrazia su cui si fondano tali pratiche. Insieme ad Elena Cologni – presente alla Biennale Architettura di quest’anno – si confronterà sul concetto di spazio e di come in esso si possa sviluppare un legame affettivo e sociale, un’interdipendenza tra individuo, collettività e ambiente.

BIO

Elena Cologni
Elena Cologni crea strumenti per facilitare la comprensione delle nostre relazioni reciproche, del luogo e dell’ambiente, attraverso un approccio interdisciplinare in cui la ricerca artistica si interseca con la psicologia ambientale, l’etica della cura, la filosofia e gli studi di genere. I suoi progetti sono stati sviluppati in collaborazione con molte istituzioni tra cui: New Hall Art Collection (Università di Cambridge), Freud Museum (Londra), Centre for Contemporary Art Glasgow (Scozia), Yorkshire Sculpture Park (UK), MuseumsQuartier Vienna (Austria), Wysing Art Center (UK), neon (Bologna), MAMBo (Bologna, Italia), GAMeC (Bergamo, Italia), Vessel (Bari, Italia), CAA (New York e Chicago). Cologni ha conseguito una laurea in Belle Arti presso l’Accademia di Belle Arti Brera di Milano, un Master in Scultura presso l’Università di Leeds e un PhD (2004) in Belle Arti e Filosofia presso London University of the Arts, Central Saint Martins College, Londra. Cologni è ora Senior Research Fellow presso la Cambridge School of Art (Anglia Ruskin University, UK) e Docente la HOME OF PERFORMANCE PRACTICES (ArtEZ, University of the Arts, NL). In occasione della Biennale Architettura 2021 la Fondazione Bevilacqua La Masa ha presentato negli spazi di Palazzetto Tito la mostra Elena Cologni. Pratiche di cura, o del cur(v)are, a cura di Gabi Scardi.

Costanza Meli
Storica dell’arte e curatrice, docente di arte pubblica presso lo IED di Roma. Presidente dell’associazione Isole. Dottorata in Storia dell’arte contemporanea, con una ricerca su arte pubblica e patrimonio tra Italia e Francia, ha frequentato corsi di alta formazione presso l’Ecole du Louvre, di Parigi e il Centre d’histoire de Sciences Po. Nel 2007 fonda a Palermo, con Barbara D’Ambrosio, l’associazione culturale Isole, per l’arte contemporanea e la cultura del territorio, con cui realizza progettoIsole, programma di residenze d’artista, mostre e laboratori urbani (Isola delle Femmine e Piana degli Albanesi 2005-2007). Dal 2011, al 2013 partecipa al progetto del Museo delle Migrazioni di Lampedusa. Cura diversi progetti internazionali come An Ideal city (attualmente in corso tra Atene, Bruxelles e Reggio Emilia) e il progetto Colgando Paisajes, con l’artista Nelida Mendoza, vincitore del premio MERCOSUR de Artes Visuales 2016, (Asuncion, Paraguay). Collabora con testate giornalistiche e realizza pubblicazioni scientifiche presso edizioni internazionali. Attualmente è curatrice presso l’associazione Connecting Cultures (Milano) e consulente nei progetti della DGCC del Ministero della Cultura: Arte negli spazi pubblici, per il portale “Luoghi del Contemporaneo” (2019) e Arte e spazio pubblico (2021), a cura del MIC e della Fondazione Scuola dei beni e attività culturali.

Emanuele Rinaldo Meschini
Critico e storico dell’arte si occupa in particolare di temi legati alle pratiche sociali, attivismo, performance ed eco critica. Ha scritto su riviste scientifiche quali “Comunicazioni Sociali”, “OBOE”, “Piano B”, “La Diana” e “Connessioni Remote”. Dal 2016 insieme all’artista Luca Resta ha ideato il progetto AUTOPALO con il quale indaga le tecniche e le modalità della partecipazione sociale attraverso il legame con il mondo del calcio. Nel 2021 è stata pubblicata, per Mimesis, la sua tesi di dottorato sulle pratiche artistiche italiane nello spazio urbano e la storia dei primi progetti di socially engaged art negli Stati Uniti degli anni ’90. Attualmente è professore a contratto presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (Dipartimento delle Arti).